Crash-test, i manichini si adeguano ad altri tipi di guidatori

Due nuovi modelli di manichini utili per i crash test, uno obeso e l’altro che simula una signora di 70 anni, sono stati presentati dall’International Center for Automotive Medicine (ICAM) dell’università del Michigan. Uno dei manichini pesa 123 chili, e anche l’altro è leggermente sovrappeso oltre ad avere il torso disegnato sul modello di una donna anziana. «Le dimensioni del corpo sono fondamentali per capire le conseguenze di un incidente, e la normalità oggi è trovare una persona obesa o anziana al volante», ha spiegato Stewart Wang, uno degli ideatori. Molti studi hanno mostrato che le ferite variano a seconda della conformazione del corpo. Gli obesi, ad esempio, tendono a scivolare sotto le cinture di sicurezza in caso di urti frontali. Per capire come modellare i manichini sono stati usate oltre seimila scannerizzazioni di corpi presenti in un database nazionale. Sono costruiti secondo i criteri della biomeccanica, scienza che studia il corpo umano e le sollecitazioni che gli organi possono sopportare, come accelerazione e compressione e all’interno di questi robot molto sofisticati, una miriade di sensori permettono di scoprire se l’occupante della vettura sarebbe sopravvissuto all’impatto e con quali lesioni.