È l'incubo ricorrente di ogni automobilista italiano: la scadenza del bollo auto. Essendo una tassa sulla proprietà del veicolo (e non sulla circolazione), va pagata anche se l'auto resta ferma in garage. Ma cosa succede se la data fatidica passa e ci si dimentica di pagare?
La buona notizia è che il sistema fiscale italiano prevede l'istituto del Ravvedimento Operoso: prima regolarizzi la posizione, meno paghi. È una corsa contro il tempo. Se il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione è minima: solo lo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Dal 15° al 30° giorno sale all'1,5%, mentre se si paga entro i 90 giorni si applica l'1,67%. Superato l'anno di ritardo, la "multa" diventa pesante: 30% dell'importo dovuto più gli interessi legali.
Se si ignora il pagamento oltre l'anno e si attende l'arrivo della cartella esattoriale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, non è più possibile usufruire degli sconti. A quel punto, se il debito persiste, scatta il temuto Fermo Amministrativo: l'auto non può circolare, essere radiata o venduta fino al saldo del debito. Lo scenario peggiore? Il mancato pagamento per tre anni consecutivi. In questo caso estremo, la Regione può richiedere al PRA la radiazione d'ufficio del veicolo, con ritiro delle targhe e della carta di circolazione.
Il bollo auto cade in prescrizione dopo tre anni. Il conteggio parte dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto. Se entro il 31 dicembre del terzo anno non avete ricevuto alcun sollecito formale, il debito si estingue. Ma attenzione: basta una raccomandata di avviso per interrompere i termini e far ripartire il conteggio da zero. Per pagare (e calcolare automaticamente sanzioni e interessi) basta utilizzare i canali PagoPA, il sito dell'ACI, l'Home Banking o le tabaccherie convenzionate.